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Non solo ristorazione

Il Delta del Po offre molto di più

Ristorante Locanda FerrariUn giorno desidererete immergervi in un territorio dove i confini fra terra e acqua sono invisibili, dove le torri all’orizzonte emergono dagli specchi lacustri e dove il tempo trascorre nell’attesa di gustare i piaceri della vita.
Le visite dovranno allora ricercare le suggestioni vere e dovranno incrociare le rotte delle imbarcazioni della Sacca di Goro con i percorsi della storia dell’uomo. La lotta per difendersi dalle acque si intreccia con la storia di santi e imperatori nell’Abbazia di Pomposa e con la vita nelle città d’arte: Comacchio, Ferrara e Ravenna.
Se desiderate veramente apprezzare tutto ciò, oppure sostare osservando le tantissime specie di animali che popolano ogni angolo del territorio, seguiteci per conoscere il Parco del Delta del Po.

La storia

I primi insediamenti umani si collocano tra il XVI e l’XI secolo a.C.. Il più importante di questi è Frattesina, lungo il corso del canal Bianco. Allora Fratta doveva essere molto più vicina al mare di oggi, e molto probabilmente in zona ottimale per poter creare una rete di collegamenti marittimi e terrestri con l’Egeo, la Sicilia e le coste adriatiche.
Nell’XI secolo, però, un clima molto piovoso determina alluvioni e trasformazioni idrografiche tali da disgregare le comunità che nel Delta abitano, facendole spostare altrove. Questa fase dura secoli, dato che fino al VI secolo a C., quando inizia lo sviluppo di Adria, non ci sono tracce tangibili di commerci, scambi, segnali del livello di civiltà raggiunta.
La nascita del fiume Po è raccontata in varie leggende; la più nota è forse quella di Fetonte, figlio del Sole, che non riesce a controllare la corsa di cavalli infuocati e precipita nelle acque dell’Eridano, pianto con lacrime di ambra dalle Eliadi tramutate in pioppi.
Durante il periodo etrusco e quello romano il Po-Eridano passa per Bondeno e presso Ferrara si divide in due rami, il Padoa e l’Olana, il cui ramo principale passa per Copparo, il secondario (Po di Volano) per Codigoro e sfocia a Vaccolino. Nel VII secolo d. C. il Padoa si estingue pian piano e una rotta presso Ferrara porta alla biforcazione del Po di Volano e del Po di Primaro e allo sviluppo del Gaurus, che nasce dal Volano a Codigoro (caput Gauri), passa per Mezzogoro (medium Gauri) e Massenzatica. Il Gaurus si interra e chiude progressivamente, ma il percorso che faceva lo si può ancora vedere percorrendo la Codigoro – Massenzatica, uno dei suoi argini. Nella zona al sicuro dalle inondazioni tra Massenzatica e il delta del Volano si costruisce la strada Romea e si stabilisce una comunità di Benedettini che dà origine a Pomposa.Verso il X° secolo, con l’abbassamento del suolo dovuto anche al venir meno dei sedimenti trasportati dal Padoa, l’acqua del mare inizia a incunearsi nella terra, si formano zone paludose, tra cui le valli di Comacchio.
Ristorante Locanda FerrariLa storia del territorio di Goro è recente, in quanto fino al Settecento la linea della costa e la foce del fiume erano in una parte ora centrale del paese. Ma col passare degli anni gli abbondanti sedimenti lasciati dal Po di Goro spostano la linea costiera più a sud, rendono problematica la navigazione e quindi i commerci, tanto da dover richiedere la chiusura di un ramo del fiume e la riapertura del vecchio. Ai primi dell’Ottocento la foce del Po di Go è all’altezza di Gorino, e nell’arco di un altro secolo si sposta di altri 2 chilometri.
La bonifica delle valli che una volta circondavano completamente il territorio di Goro risale alla metà del 1900. Interessa le valli Romanina, Pioppa, Bonello, Vallesina.. In quegli anni la morfologia della Sacca di Goro è delineata.